La Lista Della Spesa La Verita Sulla Spesa Pubblica Italiana E Su Come Si Puo Tagliare Book PDF, EPUB Download & Read Online Free

La lista della spesa
Author: Carlo Cottarelli
Publisher: Feltrinelli Editore
ISBN: 8858825640
Pages: 208
Year: 2016-03-31T00:00:00+02:00
View: 734
Read: 545
“Dovrebbe essere una lettura d’obbligo per politici e amministratori pubblici” Sabino Cassese Carlo Cottarelli è stato commissario straordinario alla spending review e dal suo lavoro avrebbero dovuto arrivare diversi miliardi per le esauste casse dello stato italiano. A distanza di alcuni mesi dalla fine del suo mandato, Cottarelli affida a questo libro le sue riflessioni, i suoi ricordi, le sue diagnosi per cercare di spiegare al grande pubblico uno dei grandi misteri italiani: quell’enorme calderone che è la nostra spesa pubblica. Senza tecnicismi ma non tralasciando nulla di importante, Cottarelli ci guida nei meandri del bilancio statale, facendoci scoprire man mano il grande meccanismo che regola la nostra vita di cittadini, un meccanismo di cui abbiamo solo una vaga percezione, al tempo stesso minacciosa e sfocata. Dove vanno a finire tutti i soldi che paghiamo con le tasse? Davvero spendiamo troppo per i servizi pubblici? Perché si finisce sempre a parlare di tagli alle pensioni? Sprecano di più i comuni, le regioni o lo stato centrale? Ma gli altri paesi come fanno? Un libro chiaro e autorevole, per fare le pulci alla macchina statale italiana, al di là dei luoghi comuni e delle polemiche giornalistiche: perché analizzare un bilancio statale può sembrare arido e difficile, ma con la guida giusta può diventare la lettura più acuta, sorprendente e accurata di un paese intero.
Corruption and Public Administration
Author: Francesco Merloni
Publisher: Routledge
ISBN: 0429772149
Pages: 176
Year: 2018-09-07
View: 558
Read: 1220
Corruption and Public Administration looks at public sector organizations and what they have achieved since signing the UN Convention Against Corruption (UNCAC) Agreement in Merida in 2004. It examines how the signee countries engaged in the set-up of institutions to contain corruption in public administration, and how these governments and institutions have progressed. The book compares several developed countries, and undertakes an especially detailed examination of Italy. It highlights strengths and weaknesses, and proposes organizational means of addressing the issues, which include diversity in organizational structures and systems, and a focus on prevention rather than repression. The book shines a light on anti-corruption practices and aims to foster open discussion about this pressing topical issue among peers in all relevant fields of the social sciences.
IL DNA DEGLI ITALIANI L'ITALIA ALLO SPECCHIO ANNO 2016 SECONDA PARTE
Author: ANTONIO GIANGRANDE
Publisher: Antonio Giangrande
ISBN:
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Read: 401
E’ comodo definirsi scrittori da parte di chi non ha arte né parte. I letterati, che non siano poeti, cioè scrittori stringati, si dividono in narratori e saggisti. E’ facile scrivere “C’era una volta….” e parlare di cazzate con nomi di fantasia. In questo modo il successo è assicurato e non hai rompiballe che si sentono diffamati e che ti querelano e che, spesso, sono gli stessi che ti condannano. Meno facile è essere saggisti e scrivere “C’è adesso….” e parlare di cose reali con nomi e cognomi. Impossibile poi è essere saggisti e scrivere delle malefatte dei magistrati e del Potere in generale, che per logica ti perseguitano per farti cessare di scrivere. Devastante è farlo senza essere di sinistra. Quando si parla di veri scrittori ci si ricordi di Dante Alighieri e della fine che fece il primo saggista mondiale. Le vittime, vere o presunte, di soprusi, parlano solo di loro, inascoltati, pretendendo aiuto. Io da vittima non racconto di me e delle mie traversie. Ascoltato e seguito, parlo degli altri, vittime o carnefici, che l’aiuto cercato non lo concederanno mai. “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”. Aforisma di Bertolt Brecht. Bene. Tante verità soggettive e tante omertà son tasselli che la mente corrompono. Io le cerco, le filtro e nei miei libri compongo il puzzle, svelando l’immagine che dimostra la verità oggettiva censurata da interessi economici ed ideologie vetuste e criminali. Rappresentare con verità storica, anche scomoda ai potenti di turno, la realtà contemporanea, rapportandola al passato e proiettandola al futuro. Per non reiterare vecchi errori. Perché la massa dimentica o non conosce. Denuncio i difetti e caldeggio i pregi italici. Perché non abbiamo orgoglio e dignità per migliorarci e perché non sappiamo apprezzare, tutelare e promuovere quello che abbiamo ereditato dai nostri avi. Insomma, siamo bravi a farci del male e qualcuno deve pur essere diverso!
Sprecopoli
Author: Antonio Giangrande
Publisher: Antonio Giangrande
ISBN:
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E’ comodo definirsi scrittori da parte di chi non ha arte né parte. I letterati, che non siano poeti, cioè scrittori stringati, si dividono in narratori e saggisti. E’ facile scrivere “C’era una volta….” e parlare di cazzate con nomi di fantasia. In questo modo il successo è assicurato e non hai rompiballe che si sentono diffamati e che ti querelano e che, spesso, sono gli stessi che ti condannano. Meno facile è essere saggisti e scrivere “C’è adesso….” e parlare di cose reali con nomi e cognomi. Impossibile poi è essere saggisti e scrivere delle malefatte dei magistrati e del Potere in generale, che per logica ti perseguitano per farti cessare di scrivere. Devastante è farlo senza essere di sinistra. Quando si parla di veri scrittori ci si ricordi di Dante Alighieri e della fine che fece il primo saggista mondiale. Le vittime, vere o presunte, di soprusi, parlano solo di loro, inascoltati, pretendendo aiuto. Io da vittima non racconto di me e delle mie traversie. Ascoltato e seguito, parlo degli altri, vittime o carnefici, che l’aiuto cercato non lo concederanno mai. “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”. Aforisma di Bertolt Brecht. Bene. Tante verità soggettive e tante omertà son tasselli che la mente corrompono. Io le cerco, le filtro e nei miei libri compongo il puzzle, svelando l’immagine che dimostra la verità oggettiva censurata da interessi economici ed ideologie vetuste e criminali. Rappresentare con verità storica, anche scomoda ai potenti di turno, la realtà contemporanea, rapportandola al passato e proiettandola al futuro. Per non reiterare vecchi errori. Perché la massa dimentica o non conosce. Denuncio i difetti e caldeggio i pregi italici. Perché non abbiamo orgoglio e dignità per migliorarci e perché non sappiamo apprezzare, tutelare e promuovere quello che abbiamo ereditato dai nostri avi. Insomma, siamo bravi a farci del male e qualcuno deve pur essere diverso!
Speculopoli
Author: Antonio Giangrande
Publisher: Antonio Giangrande
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E’ comodo definirsi scrittori da parte di chi non ha arte né parte. I letterati, che non siano poeti, cioè scrittori stringati, si dividono in narratori e saggisti. E’ facile scrivere “C’era una volta….” e parlare di cazzate con nomi di fantasia. In questo modo il successo è assicurato e non hai rompiballe che si sentono diffamati e che ti querelano e che, spesso, sono gli stessi che ti condannano. Meno facile è essere saggisti e scrivere “C’è adesso….” e parlare di cose reali con nomi e cognomi. Impossibile poi è essere saggisti e scrivere delle malefatte dei magistrati e del Potere in generale, che per logica ti perseguitano per farti cessare di scrivere. Devastante è farlo senza essere di sinistra. Quando si parla di veri scrittori ci si ricordi di Dante Alighieri e della fine che fece il primo saggista mondiale. Le vittime, vere o presunte, di soprusi, parlano solo di loro, inascoltati, pretendendo aiuto. Io da vittima non racconto di me e delle mie traversie. Ascoltato e seguito, parlo degli altri, vittime o carnefici, che l’aiuto cercato non lo concederanno mai. “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”. Aforisma di Bertolt Brecht. Bene. Tante verità soggettive e tante omertà son tasselli che la mente corrompono. Io le cerco, le filtro e nei miei libri compongo il puzzle, svelando l’immagine che dimostra la verità oggettiva censurata da interessi economici ed ideologie vetuste e criminali. Rappresentare con verità storica, anche scomoda ai potenti di turno, la realtà contemporanea, rapportandola al passato e proiettandola al futuro. Per non reiterare vecchi errori. Perché la massa dimentica o non conosce. Denuncio i difetti e caldeggio i pregi italici. Perché non abbiamo orgoglio e dignità per migliorarci e perché non sappiamo apprezzare, tutelare e promuovere quello che abbiamo ereditato dai nostri avi. Insomma, siamo bravi a farci del male e qualcuno deve pur essere diverso!
La dittatura dei burocrati. Burocrazia e Disserviziopoli
Author: Antonio Giangrande
Publisher: Antonio Giangrande
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E’ comodo definirsi scrittori da parte di chi non ha arte né parte. I letterati, che non siano poeti, cioè scrittori stringati, si dividono in narratori e saggisti. E’ facile scrivere “C’era una volta….” e parlare di cazzate con nomi di fantasia. In questo modo il successo è assicurato e non hai rompiballe che si sentono diffamati e che ti querelano e che, spesso, sono gli stessi che ti condannano. Meno facile è essere saggisti e scrivere “C’è adesso….” e parlare di cose reali con nomi e cognomi. Impossibile poi è essere saggisti e scrivere delle malefatte dei magistrati e del Potere in generale, che per logica ti perseguitano per farti cessare di scrivere. Devastante è farlo senza essere di sinistra. Quando si parla di veri scrittori ci si ricordi di Dante Alighieri e della fine che fece il primo saggista mondiale. Le vittime, vere o presunte, di soprusi, parlano solo di loro, inascoltati, pretendendo aiuto. Io da vittima non racconto di me e delle mie traversie. Ascoltato e seguito, parlo degli altri, vittime o carnefici, che l’aiuto cercato non lo concederanno mai. “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”. Aforisma di Bertolt Brecht. Bene. Tante verità soggettive e tante omertà son tasselli che la mente corrompono. Io le cerco, le filtro e nei miei libri compongo il puzzle, svelando l’immagine che dimostra la verità oggettiva censurata da interessi economici ed ideologie vetuste e criminali. Rappresentare con verità storica, anche scomoda ai potenti di turno, la realtà contemporanea, rapportandola al passato e proiettandola al futuro. Per non reiterare vecchi errori. Perché la massa dimentica o non conosce. Denuncio i difetti e caldeggio i pregi italici. Perché non abbiamo orgoglio e dignità per migliorarci e perché non sappiamo apprezzare, tutelare e promuovere quello che abbiamo ereditato dai nostri avi. Insomma, siamo bravi a farci del male e qualcuno deve pur essere diverso!
Pinocchio
Author: Carlo Collodi
Publisher: Penguin UK
ISBN: 0141338237
Pages: 288
Year: 2011-05-05
View: 749
Read: 304
The old wood-carver Geppetto decides to make a wonderful puppet which can dance and turn somersaults, but by chance he chooses an unusual piece of wood - and the finished puppet can talk and misbehave like the liveliest child. But Pinocchio is brave and inquisitive as well as naughty, and after some hair-raising adventures, he earns his heart's desire. Heart-warming introduction by John Boyne, author of Boy in the Striped Pyjamas.
A Capitalism for the People
Author: Luigi Zingales
Publisher: Basic Books
ISBN: 0465038700
Pages: 336
Year: 2014-02-11
View: 612
Read: 552
Born in Italy, University of Chicago economist Luigi Zingales witnessed firsthand the consequences of high inflation and unemployment—paired with rampant nepotism and cronyism—on a country's economy. This experience profoundly shaped his professional interests, and in 1988 he arrived in the United States, armed with a political passion and the belief that economists should not merely interpret the world, but should change it for the better. In A Capitalism for the People, Zingales makes a forceful, philosophical, and at times personal argument that the roots of American capitalism are dying, and that the result is a drift toward the more corrupt systems found throughout Europe and much of the rest of the world. American capitalism, according to Zingales, grew in a unique incubator that provided it with a distinct flavor of competitiveness, a meritocratic nature that fostered trust in markets and a faith in mobility. Lately, however, that trust has been eroded by a betrayal of our pro-business elites, whose lobbying has come to dictate the market rather than be subject to it, and this betrayal has taken place with the complicity of our intellectual class. Because of this trend, much of the country is questioning—often with great anger—whether the system that has for so long buoyed their hopes has now betrayed them once and for all. What we are left with is either anti-market pitchfork populism or pro-business technocratic insularity. Neither of these options presents a way to preserve what the author calls “the lighthouse” of American capitalism. Zingales argues that the way forward is pro-market populism, a fostering of truly free and open competition for the good of the people—not for the good of big business. Drawing on the historical record of American populism at the turn of the twentieth century, Zingales illustrates how our current circumstances aren't all that different. People in the middle and at the bottom are getting squeezed, while people at the top are only growing richer. The solutions now, as then, are reforms to economic policy that level the playing field. Reforms that may be anti-business (specifically anti-big business), but are squarely pro-market. The question is whether we can once again muster the courage to confront the powers that be.
Disinflation in Transition: 1993-97
Author: Carlo Cottarelli, Peter Doyle
Publisher: International Monetary Fund
ISBN: 1557757976
Pages: 46
Year: 1999-08-23
View: 844
Read: 1164
The latest in a series of papers published by the International Monetary Fund on economies in transition examines the experience of disinflation in Central and Eastern Europe, the Baltics, Russia, and other countries of the former Soviet Union between 1993 and 1997. The paper reviews the economic policies underlying the dramatic drop in inflation during those years as well as other variables that facilitated the disinflation and notes that the adjustment of fiscal fundamentals as the driving force behind the disinflation, while nominal anchoring arrangements played a less prominent role. This was contrary to developments in countries, for example, in Latin America, that had experienced high inflation for a long period of time.
History of the Peloponnesian War Done Into English
Author: Thucydides, Richard Crawley
Publisher:
ISBN:
Pages: 614
Year: 1914
View: 996
Read: 966

Rethinking Capitalism
Author: Michael Jacobs, Mariana Mazzucato
Publisher: John Wiley & Sons
ISBN: 1119311632
Pages: 224
Year: 2016-07-21
View: 201
Read: 1225
"Thought provoking and fresh - this book challenges how we think about economics.” Gillian Tett, Financial Times For further information about recent publicity events and media coverage for Rethinking Capitalism please visit http://marianamazzucato.com/rethinking-capitalism/ Western capitalism is in crisis. For decades investment has been falling, living standards have stagnated or declined, and inequality has risen dramatically. Economic policy has neither reformed the financial system nor restored stable growth. Climate change meanwhile poses increasing risks to future prosperity. In this book some of the world’s leading economists propose new ways of thinking about capitalism. In clear and compelling prose, each chapter shows how today’s deep economic problems reflect the inadequacies of orthodox economic theory and the failure of policies informed by it. The chapters examine a range of contemporary economic issues, including fiscal and monetary policy, financial markets and business behaviour, inequality and privatisation, and innovation and environmental change. The authors set out alternative economic approaches which better explain how capitalism works, why it often doesn’t, and how it can be made more innovative, inclusive and sustainable. Outlining a series of far-reaching policy reforms, Rethinking Capitalism offers a powerful challenge to mainstream economic debate, and new ideas to transform it.
The Unnamable Present
Author: Roberto Calasso
Publisher: Farrar, Straus and Giroux
ISBN: 0374279470
Pages: 224
Year: 2019-04-09
View: 1050
Read: 1189
The strikingly original ninth book in Roberto Calasso’s monumental exploration of civilization The ninth part of Roberto Calasso’s monumental work in progress, The Unnamable Present, resonates deeply with the first book, The Ruin of Kasch (originally published in 1983, and recently reissued by FSG in a new translation). But while Kasch is an iconoclastic exploration of modern civilization, The Unnamable Present propels us into the twentieth century. Tourists, terrorists, secularists, hackers, fundamentalists, humanists—these are all tribes that inhabit and stir up the unnamable present. But for most everyone else, this is a world that is more elusive than ever before, one that "has no style of its own and uses every style," one that is impossible to grasp in its entirety. This is a world that seems to have no definition or past, but is suddenly illuminated when from behind it the silhouette of history emerges—especially of that period between 1933 and 1945, when the world itself was bent on self-annihilation. W. H. Auden gave the title “The Age of Anxiety” to a long poem set toward the end of the war. Today those voices sound more remote, as if they came from another realm. And though the anxiety hasn’t diminished, it no longer predominates. What predominates is something inchoate—and occasionally lethal. The Unnamable Present a globe-spanning meditation on how previously recognizable institutions of societal control, terror, history, religion, language, and government have scattered and reformed to create a reality that takes its shape from shapelessness itself. Translated with sensitivity by Calasso’s longtime translator, Richard Dixon, The Unnamable Present is a strikingly original and provocative triumph from the writer The Paris Review called “a literary institution of one.”
Limiting Central Bank Credit to the Government
Author: Carlo Cottarelli, International Monetary Fund
Publisher: International Monetary Fund
ISBN: 155775358X
Pages: 57
Year: 1993
View: 447
Read: 740
This paper examines central bank independence with reference to the constraints on central bank credit to the government, focusing on how such credit should be regulated. It discusses why credit should be contsrained, and in which forms, and how to implement those constraints.
Credibility Without Rules?
Author: Carlo Cottarelli, Curzio Giannini
Publisher: International Monetary Fund
ISBN: 1557756449
Pages: 94
Year: 1997
View: 989
Read: 432
During the last 25 years, monetary practice in most countries has increasingly been characterized by the attempt to achieve credibility of purpose while expanding the freedom of monetary authorities in controlling policy instruments. Thus, the world has moved toward monetary frameworks in which, through appropriate institutional devices, a better trade-off between credibility of goals and flexibility of instruments could be achieved. This attempt, surveyed in this paper, has taken many forms, depending on the countries economic, institutional, and cultural specificities.
The Nonmonetary Determinants of Inflation
Author: Mr. Carlo Cottarelli
Publisher: International Monetary Fund
ISBN: 1452785619
Pages: 29
Year: 1998-03-01
View: 427
Read: 253
This paper explains inflation performance in a sample of industrial and transition economies by looking at policymakers’ incentives to inflate the economy, and the perceived costs of disinflation. It finds a significant effect of fiscal deficits on inflation, particularly (but not exclusively) in countries where the government securities market is not well developed. Other factors with significant effect on inflation include relative price changes, central bank independence, the exchange rate regime, and the degree of price liberalization; there is only limited evidence that other structural factors, such as those influencing the natural rate of unemployment, have a significant effect on inflation.

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